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Quando la gestione del fattore “D” è questione di responsabilità

Articolo Ticino Economico

Il primo viaggio con gli amici, il giorno tanto atteso della consegna della laurea, quello scatto di tanti anni fa che ci fa ancora emozionare e tornare indietro nel tempo in una frazione di secondo. Una vita ripercorribile sotto forma di pixel, una storia fatta di esperienze e di eventi che ci rendono la persona che siamo oggi. Lo stesso vale per un’azienda: la storia e tutto quello che ne ha fatto parte dal giorno uno va protetto con cura e custodito con la stessa attenzione con cui salviamo i nostri ricordi più preziosi.

È tutta questione di percezione del valore del dato, di consapevolezza dell’importanza che ha all’interno della vita presente e futura di un’azienda. È tutto riconducibile alla protezione della sua identità più profonda.

Ci troviamo nel bel mezzo di una rivoluzione digitale dove l’aumento dell’importanza del dato la fa da padrone. Non ci limitiamo infatti a considerare il dato fine a sé stesso, ma gli dobbiamo riconoscere il ruolo che merita quando si parla ad esempio di data analysis e trends forecast, attività che basano la loro efficacia sulla sua corretta e accurata gestione nel tempo.

Per poter sopravvivere, o meglio ancora crescere, le aziende devono intraprendere oggi delle azioni che permettano loro di assicurarsi un posto nella digital economy di domani. Una di queste prevede l’applicazione di una solida strategia di backup e Disaster Recovery in grado di rispondere alla crescita di dati in termine di quantità e complessità. Capita spesso però, che sottovalutando il potere che il dato detiene, molte aziende focalizzino la loro strategia in altri campi, allocando budget e risorse non sufficienti alla sua salvaguardia. Questa scelta, anche se in un primo momento può sembrare adeguata, risulterà essere disastrosa in caso di data loss o data breach, quando la preparazione avvenuta nel periodo precedente è fondamentale per potersi rialzare velocemente. Se si tiene inoltre in considerazione il numero elevato di attacchi Ransomware degli ultimi anni, circa uno ogni 11 secondi nel 2021, è chiaro quanto sia importante implementare un piano di backup e di ripristino.

Una strategia frammentata e discontinua allungherebbe infatti i tempi di ripresa di un’azienda in maniera drastica, provocando di conseguenza danni enormi a livello finanziario, legale e di reputazione. Rialzarsi dopo uno di questi eventi è possibile, e avviene tanto più velocemente quanto è più efficiente il piano di Disaster Recovery studiato per far fronte a queste eventualità.

Se da un lato uno degli errori legati al backup si focalizza solo sul lato finanziario e di risorse, ancora peggio succede quando una strategia di backup e Disaster Recovery viene ritenuta inutile perché le minacce in agguato non vengono considerate tali. Un errore di valutazione comune e che è costato la vita a molte piccole e medie imprese che erano fortemente convinte di non essere a rischio grazie alle loro piccole dimensioni. Si sbagliavano ovviamente, e probabilmente rimpiangono quella decisione ancora oggi. Le cause di data breach sono infatti molteplici e spesso legate ad attacchi informatici, ma non vanno sottostimate nemmeno le debolezze dovute ad errori di sistema o ancora peggio umani.

Con il servizio gestito di Backup e Disaster Recovery, DOS Group prende interamente a carico la responsabilità di questo processo, con lo scopo principale di sollevare completamente il cliente da ogni attività legata ad esso, garantendone la salvaguardia attraverso un monitoraggio costante e una gestione dell’operatività quotidiana. Un servizio garantito che assicura la corretta esecuzione del backup e la sua integrità attraverso una gestione completa e costi trasparenti.

Un gesto di cura e attenzione verso uno gli asset più importanti all’interno di un’azienda, che permetterà di tirare un respiro di sollievo nell’eventualità di una perdita imprevista dei dati. Perché alla fine è solo questione di tempo, prima o poi qualcuno riuscirà a compromettere la vostra sicurezza, indipendentemente da quanto siano forti le difese aziendali.

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In un periodo in cui il tasso di disoccupazione ha raggiunto i minimi storici dall’introduzione della libera circolazione delle persone del giugno 2002 (2% a giugno 2022), la situazione economica post pandemica migliora di giorno in giorno; tuttavia, nel settore informatico di nostra competenza si riscontra sempre più una mancanza di personale qualificato.

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