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Il telelavoro dopo la pandemia

Secondo uno studio svolto da un’azienda attiva nella ricerca, il 90% dei responsabili delle risorse umane delle imprese interpellate nel mondo continuerà a permettere, almeno a livello parziale, il lavoro da remoto anche dopo la fine dell’emergenza da coronavirus.

Il vantaggio principale di questa pratica è la flessibilità riguardante la scelta del luogo di lavoro che permette di effettuare le mansioni lavorative quotidiane da casa o da qualsiasi luogo prescelto, purché dotato di una connessione internet efficiente e di una postazione fissa e prestabilita.

Già a marzo 2020, in piena fase acuta della pandemia, il Chairman di DOS Group aveva sostenuto che “con il telelavoro si rende di più e si lavora meglio”. A distanza di più di due anni e con una situazione pandemica maggiormente sotto controllo la sua posizione non è mutata, asserendo: “Grazie al telelavoro il mercato si sta sempre più orientando verso una forma ibrida, moderna e digitale”.

Bisogna però stabilire una differenziazione tra il telelavoro ed il cosiddetto smart working: il primo si riferisce alla pratica di svolgere l’attività lavorativa con orari di ufficio predeterminati in un luogo diverso da quello canonico dell’ufficio; mentre lo smart working prevede che il collaboratore applichi modalità più flessibili e meno regolamentate, basandosi più che altro sulle sue esigenze personali.

Pro e contro del telelavoro

Il telelavoro offre molteplici vantaggi sia alle aziende che ai dipendenti che decidono di adottarlo, tra cui la possibilità di attrarre e trattenere professionisti qualificati che si sentiranno maggiormente a loro agio a operare in un ambiente che offre soluzioni moderne e flessibili. Dal punto di vista sociale è utile ricordare come il telelavoro sia un’ottima soluzione per le persone disabili, che eviteranno spostamenti solitamente molto faticosi; senza poi dimenticare come questo sistema favorisca la parità tra uomo e donna all’interno del nucleo familiare, permettendo un’equa suddivisione dei compiti genitoriali.

Il telelavoro presenta anche degli svantaggi dovuti alla decentralizzazione delle risorse, come una evidente difficoltà nella comunicazione interna tra i colleghi, che non trovandosi tutti sotto lo stesso tetto saranno più lenti a scambiarsi informazioni. Per questo motivo è utile che le aziende si dotino di sistemi di modern workplace per replicare le dinamiche d’ufficio tramite programmi di messaggistica istantanea e software di ultima generazione nel campo grafico e dell’audio.

Un’altra problematica legata a questa pratica è quella della sicurezza informatica, che può venire intaccata da attacchi di hacker intenti a sottrarre dati sensibili sfruttando delle ingenuità dei collaboratori in modo da rendere inutili anche i firewall più sofisticati. A questo proposito bisogna attuare dei protocolli di alfabetizzazione digitale per consapevolizzare i colleghi dei rischi che corrono navigando senza una corretta supervisione, prevenendo così comportamenti scorretti.

Quale futuro?

L’ambito di competenza di DOS Group, l’IT, è tra quelli che anche dopo la fine dell’emergenza pandemica continueranno a beneficiare del telelavoro, infatti secondo le statistiche nei settori ad alta intensità tecnologica (IT, consulenza, finanza) gli imprenditori pianificano forme di lavoro a distanza per più del 70 per cento del totale dei loro dipendenti. Tuttavia, gli studi suggeriscono come sia fondamentale mantenere comunque una forma ibrida con una percentuale di presenza fisica in ufficio, specialmente per consentire ai colleghi meno esperti (stagisti, apprendisti, nuovi arrivati) di sviluppare quel bagaglio di soft skills cruciali per la crescita umana e professionale al giorno d’oggi. Una delle sfide del futuro sarà quindi quella della corretta pianificazione dei tempi lavorativi e dell’alternanza telelavoro/in presenza per garantire occasioni di scambio e convivialità informale.

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